Mr & Mrs Smith

411d35c20e37ac34c60320fd30ed8a23.jpg

Giuro che non voglio fare gossip sul divorzio dei Brangelina, ma a questo punto non riesco a trattenermi dal riproporre la scena (dal taglio ironico) del combattimento dei coniugi con conseguente distruzione della casa.
In sottofondo “Express Yourself”, un classicone che la dice tutta.
Non che fu un momento di alto Cinema, ma io confesso senza vergogna che questo filmetto l’ho trovato godibile (almeno nella prima parte).

Mr & Mrs Smith

Non essere scaltri

Hello-Autumn1.png

Vivere è stare svegli
e concedersi agli altri,
dare di sé sempre il meglio,
e non essere scaltri.

Vivere è amare la vita
con i suoi funerali e i suoi balli,
trovare favole e miti
nelle vicende più squallide.

Vivere è attendere il sole
nei giorni di nera tempesta,
schivare le gonfie parole,
vestite con frange di festa.

Vivere è scegliere le umili
melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l’autunno
e non stancarsi d’amare.

Angelo Maria Ripellino

Scelgo di salutare così la mia stagione preferita.
Solitamente mi piace trovare le parole, ma oggi queste mi sembravano le più giuste.
Mi piace in particolare il monito “non essere scaltri”, così controtendenza, così inattuale.
Lo scaltro è il nuovo eroe omerico, non più kalòs kai agathòs, Ulisse è meglio.
Poco tempo fa ho trovato una lettera fra le mie cose, era di mio nonno scritta pochi giorni dopo essere nata, a gennaio. Gli piacevano tanto le etimologie e leggendola ho capito meglio perché mi chiamo come mi chiamo e recitava così:

“Diletta, sii sempre amata e amabile. Questo significa il tuo bel nome, questo tu possa essere sempre.”

 Nonno Arturo

E allora fra i buoni propositi di settembre e di questa stagione a me tanto dolce, voglio rinnovare il suo invito ad amare e a rendermi amabile.
Non essere scaltra e scendi verso l’Autunno.

(vi ho rivelato il mio nome!)
Diletta

Non essere scaltri

Traccia umore #02

feather01-620x412-1

Per la traccia umore di oggi (se non avete idea di cosa sia, ecco il link al primo appuntamento della rubrica ) ho scelto un mood particolare con cui giocare, forse anche un po’ difficile.
Vengo da una notte piena di sogni strani, all’interno dei quali mi chiedevo e richiedevo COSE. Mi sono svegliata frastornata come se avessi parlato per 8 ore di fila di questioni esistenziali con un’analista, di quelli che rispondono solo “vada avanti”.
Avevo bisogno di leggerezza e mi è venuta in mente una canzone perfetta.
Una canzone che ha a che fare con l’interrogarsi (appunto) ma che ha il tatto di una piuma. Non a caso si chiama “Sparrow”, passero, ed è un dialogo muto (ma con un crescendo di voci e cori impressionante) fra un uomo che si interroga e un passero che alla finestra lo guarda. Spendo due parole sull’autore che, giovanissimo, è un talento eclettico e autentico, e che scrivendo una canzone così mi ha anche dato conferma della sua grande sensibilità.
Ricapitolando le parole chiave: interrogarsi, introspezione oppure leggerezza . Quale traccia riesce a evocare uno di questi mood in voi?

Intanto buon ascolto!

Traccia umore #02

Traccia umore

writing-pencil-high-resolution-wallpapers.jpg

Ore 00.04.

Sto pensando di inaugurare una sorta di rubrica, la traccia umore.
Consiste nei tracciare l’umore…con una traccia.
Mi spiego (me la sono appena inventata e sono entusiasta del gioco di parole, perdonatemi): si definisce quindi si traccia uno stato d’animo, un mood o una situazione con una canzone, una traccia, che in qualche modo ci rimanda a quel determinato umore, a quel determinato mood, a quella determinata situazione.
Niente di nuovo o di eclatante, ma sarebbe carino se commentando si creasse un piccolo gioco di condivisione e suggerimenti.
E se nessuno commenta amen, me la canterò e suonerò da sola. 🙂

Oggi ho scelto una situazione, il temporale estivo.
E subito mi viene in mente una canzone sensuale e malinconica.
Che profuma di tabacco, polvere e rum.
Una traccia un po’ rude nel modo in cui è suonata, penso a polpastrelli usurati.
E un po’ rude nel modo in cui è cantata, stanco e intrigante a un tempo.

Buon ascolto.

Traccia umore

The Golden Age

woodkid-the-golden-age-6
The Golden Age è, tra le tante cose, un cortometraggio musicale. Realizzato dal cantautore e regista francese Yoann Lemoine, in arte Woodkid,  in chiusura del suo progetto visivo-musicale (suggerisco a tal proposito la visione dei suoi altri spettacolari lavori in bianco e nero: Run Boy Run , Iron , I love you ).
Nominato ai Grammy Awards 2015 come miglior video musicale, è un piccolo capolavoro che racconta la fine dell’infanzia, dell’età dell’oro.
Ci sono almeno 3 motivi che mi legano indissolubilmente a quest’opera.

Primo, la collaborazione con uno dei miei compositori contemporanei preferiti, Max Ritcher, che ha inserito una sua perla, “Embers”, all’interno del corto arricchendone la narrazione musicale.

Secondo, l’omaggio allo street photographer William Gedney che, in bianco e nero, sapeva immortalare le compostezza della gente più povera, la sensualità arrogante dei ragazzi che si baciavano per strada, lo sporco sotto le unghie dei bambini, le rughe piene di ricordi dei vecchi.

Terzo, gli occhi del bambino protagonista. Occhi grandi che divorano il mondo intorno e ti proiettano in quella sensazione di gloria mista a paura che le scoperte infantili suscitano.
Non perdetelo. Buona visione, buon ascolto.

The Golden Age